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Perché l’aereo più fragile dell’URSS fu tra i migliori della Seconda guerra mondiale

Boris Egorov, RBTH 13 maggio 2020

Quando i sovietici trasformarono in punti di forza le debolezze del bombardiere notturno “Po-2”, questo divenne uno degli aerei militari più efficaci della guerra. Il bombardiere notturno sovietico “U-2” (ribattezzato “Polikarpov Po-2” nel 1944) non poteva competere cogli aerei da caccia nemici ed era molto arretrato rispetto ai bombardieri tedeschi. Tuttavia, l’aereo era considerato una leggenda in URSS, ed era molto glorificato in film e canzoni. Perché?
All’inizio dell’invasione tedesca dell’Unione Sovietica, il biplano Po-2 era già considerato “vecchio”. Progettato nel 1927, fu attivamente utilizzato come “banco volante” per i piloti sovietici, essendo i primi aeromobili a volare (la “U” significa “Uchebnyj”, cioè “addestramento”). Perdonava ai principianti anche i peggiori errori e non dava quasi problemi. Il biplano fu anche come un aereo agricolo per irrorare i raccolti. Anche dopo che si dimostrò efficace in guerra come macchina da guerra, era ancora amorevolmente soprannominato dai soldati come “spolverino del mais”. Il Po-2 privo di armi aveva una velocità più che modesta di 150 km/h e poteva volare massimo per 400 km. Tuttavia, gli svantaggi dell’aereo furono infine utilizzati dai sovietici come vantaggi. A differenza dei grandi velivoli ad alta velocità, questo biplano poteva atterrare e decollare sui piccoli campi di volo impreparati, e persino sul campo di battaglia. “Atterrammo coi nostri Po-2 vicino al quartier generale delle brigate corazzate, proprio nel mezzo dello scontro. Volando bassi, bombardammo posti di comando, consegnammo carichi segreti e ritornavano sul “mare di fuoco””, ricordò Jakov Shejnkman, Secondo Tenente del 994.mo Reggimento aereo. Tale abilità rese il Po-2 indispensabile anche per contattare le unità partigiane.
Il Po-2 fu usato come corriere, trasporto, ricognizione o addirittura attaccare gli aerei nemici. Tuttavia, il momento di gloria fu quando operò come bombardiere notturno leggero. La sua bassa velocità gli permise di volare a una quota molto bassa, evitando efficacemente alberi ed edifici e colpendo con precisione bersagli a terra. Nell’oscurità della notte, un pilota di Po-2 poteva individuare la luce della lampada o una sigaretta accesa e lanciare bombe. I soldati nemici erano spesso costretti a trascorrere fredde notti gelate senza fuoco, a causa di questi bombardieri sovietici. “Gli aerei Po-2 non permettevano ai tedeschi di dormire di notte. Un lungo ruggito nei cieli, un’esplosione di bomba, poi di nuovo un ruggito. A volte, i fari dei proiettori lo localizzavano e la difesa tedesca sparava contro l’aereo, ma continuava a volare come se fosse stregato…”, ricordò il sergente Jurij Kozhin: “La loro precisione era incredibile. Una volta, durante una notte illuminata dalla luna, ero nella terra di nessuno. Un Po-2 volò sopra e sganciò una bomba che esplose a soli 50 metri da me. La mia prima reazione fu: colpisce le nostre truppe! Ma poi capì: erano le prime linee tedesche!”
Una delle unità sovietiche più efficaci che combatterono sul Po-2 fu il 46.mo Reggimento bombardieri notturni della Guardia Taman, composto da aviatrici Soprannominate “Streghe della Notte” dai tedeschi, distrussero 17 traghetti, 46 depositi di munizioni, 86 bunker, 9 treni e 2 stazioni ferroviarie. Durante la guerra, il reggimento perse 32 piloti e 23 divennero Eroi dell’Unione Sovietica.
Il ‘Re dell’Aria’, come fu anche soprannominato il Po-2, era molto economico da produrre e facile da riparare. Con oltre 33000 unità costruite, divenne uno dei velivoli più prodotti al mondo al momento. La sua produzione si fermò solo nel 1954, quando l’era degli aviogetti era già in pieno svolgimento. Un fatto interessante è che il Po-2 è l’unico biplano della storia a celebrare la vittoria su aereo a reazione. Durante la guerra di Corea, un intercettore l’F-94 fu inseguito dagli aerei sovietici. Cercando di attaccarlo alle spalle, l’aereo nordamericano fu costretto a rallentare a meno di 140 Km/h, andando in stallo e schiantandosi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio