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Quando un aviogetto indiano provocò un boom sonico su Islamabad

Il MiG-25 fu l’aereo da caccia più pesante e più veloce dell’India
The Week 21 maggio 2020I social media collassarono per un “forte boato” a Bangalore. Dopo molte speculazioni sulla causa, l’Indian Air Force diffuse una dichiarazione criptica affermando che si trattava di boom sonico (causato quando un aereo vola oltre la velocità del suono) durante un volo di prova. Secondo i media, l’aereo in questione era un Su-30MKI, caccia multiruolo progettato in Russia, il più pesante aereo da combattimento in servizio in India, con un peso massimo di oltre 35 tonnellate. Il boom sonico di Bengaluru, fece tremare porte e finestre e fu ritenuto incidente involontario. Tuttavia, 23 anni prima, un aereo dell’Aeronautica indiana causò un boom sonico su Islamabad, innescando il panico. L’incidente costrinse l’Aeronautica militare pakistana a far decollare i suoi caccia F-16 costruiti negli Stati Uniti, per intercettare l’intruso, ma invano. L’aereo dell’Aeronautica militare indiana che compì l’azione era della versione da ricognizione del MiG-25, il più pesante e più veloce aereo da caccia dell’India. Come il Su-30MKI, fu progettato in Russia (o, più precisamente, nell’Unione Sovietica). La versione da ricognizione del MiG-25, soprannominata MiG-25R, poteva volare a una velocità tre volte superiore al suono.
Il giornalista Amit Baruah raccontò dell’incidente del boom sonico MiG-25 su Islamabad nel suo libro Dateline Islamabad, che racconta le sue esperienze in Pakistan. Nel libro, Baruah scrive: “Il 27 maggio (1997), mi precipitai fuori di casa mentre si sentivano una serie di “esplosioni”.” Baruah notò che l’Aeronautica pakistana identificò l’intruso come MiG-25 dell’Aeronautica indiana. “Mi fu detto che i pakistani non potevano farci nulla poiché quell’aereo volava a una quota di 20000 metri. Non c’era nulla nell’Aeronautica del Pakistan (nemmeno l’F-16) che potesse avvicinarsi all’altezza in cui il MiG-25R volava”.
L’Aeronautica indiana adottò il MiG-25 nel 1981, acquistandone 10 dall’Unione Sovietica. Lo Squadrone 102 “Trisonics” dell’Indian Air Force fu il primo a disporre del MiG-25. Il MiG-25, che aveva il nome in codice NATO Foxbat, spaventò l’occidente quando fu presentato nel 1967. Mentre il MiG-25 non fu progettato per essere un duello “agile”, che poteva evitare abilmente, stimolò lo sviluppo di un nuova generazione di caccia statunitensi nei primi anni ’70 come F-15 ed F-16, ancora costruiti. L’Aeronautica indiana fu un prolifico utilizzatore di velivoli dell’ufficio di progettazione MiG, a partire dal MiG-21. Di tutti i MiG usati dall’Aeronautica indiana, la flotta di MiG-25 fu la più piccola ed aveva un solo scopo: la ricognizione. Dato lo scopo delicato, la flotta di MiG-25 ebbe una storia di segretezza, con poche notizie sui suoi exploit oltre i confini con Cina e Pakistan. L’Aeronautica indiana ritirò il MiG-25 nel 2006 quando i costi di manutenzione aumentarono ed erano disponibili forme di sorveglianza più avanzate, come satelliti, UAV e apparecchiature digitali a lungo raggio. Tali nuovi mezzi di sorveglianza offrivano una persistenza maggiore rispetto al MiG-25 o immagini più accurate e in tempo reale, a differenza delle vecchie telecamere analogiche sull’aereo di costruzione sovietica. Tuttavia, quando era in servizio, il MiG-25 diede capacità uniche all’Aeronautica indiana.
“Questi velivoli possono mappare un Paese come il Pakistan in poche missioni”, disse un ufficiale dell’Aeronautica militare indiana all’Indian Express, alla cerimonia di radiazione del MiG-25 nel 2006. Un altro ufficiale dell’Aeronautica militare indiana affermò, “Dalla quota a cui volavamo, vedevamo l’intero Himalaya in una volta sola. Alcun aereo poté mai darci ciò che il Foxbat ci diede. Ci mancherà farli volare”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio