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Jakovlev Jak-17UTI, il primo aviogetto da addestramento cinese

Leo Guo, Sino Records 30 maggio 2020In seguito alle vittorie che alla fine portarono alla fondazione della Repubblica popolare cinese il 1° ottobre 1949, i comunisti cinesi dovettero affrontare il problema della superiorità aerea nazionalista cinese. Con un’aeronautica non ancora pronta ad affrontare i nazionalisti, i comunisti cinesi fecero appello ai sovietici per ricevere assistenza nella difesa delle città. Nonostante respingessero le precedenti richieste di coinvolgimento diretto nel combattimento nella guerra civile cinese, i sovietici accettarono di schierare unità da combattimento. Questa decisione fu motivata dal Trattato di amicizia, alleanza e mutua assistenza sino-sovietico firmato il 14 febbraio 1950 da Mao Zedong e Josif Stalin, che consentiva assistenza militare sovietica alla nuova repubblica cinese. Diverse unità da combattimento sovietiche equipaggiate cogli ultimi caccia sovietici (ed elica che aviogetto) furono trasferite sul territorio cinese dove ingaggiarono con successo aerei nazionalisti cinesi dissuadendoli da ulteriori raid. Nell’ottobre 1950, i cinesi entrarono in Corea per sostenere le forze comuniste di Kim Il-sung e risolvere la paura di una possibile invasione guidata dagli Stati Uniti dal fiume Yalu. Sottolineando la necessità del supporto aereo per integrare le truppe di terra, l’Unione Sovietica fornì ulteriori aerei a reazione ai cinesi insieme ad ulteriori istruttori sovietici per migliorare l’addestramento dei piloti cinesi. Tra i molti velivoli trasferiti c’erano gli addestratori a getto Jakovlev Jak-17UTI, che divenne il primo aereo da addestramento cinese.
Lo Jak-17UTI era la versione biposto da addestramento del caccia Jak-17 dell’Ufficio Progettazione Jakovlev. Il progetto dello Jak-17 si basava su quello dello Jak-15 migliorato, essendo essenzialmente un caccia Jak-3 a elica ridisegnato per utilizzare un motore a reazione. Progettato nel 1947, lo Jak-17UTI era un miglioramento del precedente Jak-21T (Jak-17UTI-RD10) e fu autorizzato per la produzione in serie nello stabilimento n°31 dal Consiglio dei Ministeri sovietico. Nonostante l’aumento del peso rispetto alla versione da caccia originale Jak-17, lo Jak-17UTI era ancora apprezzato per manovrabilità e facilità di uso. Lo Jak-17UTI fu l’unico addestratore a getto dell’Unione Sovietica fino agli anni ’50, quando l’aereo da addestramento MiG-15UTI divenne disponibile. Utilizzava una configurazione del carrello a triciclo ed era spinto da un turbogetto Klimov RD-10, copia degli Junkers Jumo 004. Nel 1948-1949 furono prodotti quattrocentotrenta Yak-17 (inclusi gli addestratori Jak-17UTI), esportati in altre nazioni comuniste (Bulgaria, Polonia e Cecoslovacchia). L’esistenza dello Jak-17 fu resa nota al pubblico nel 1949 alla parata aereia di Tushino dove nove Jak-17 eseguivano acrobazie aeree sotto la guida del Tenente-Colonnello Shulzhenko.
La carenza di piloti da caccia cinesi addestrati e pronti all’azione fu una drastica battuta d’arresto per i cinesi, in contrasto con le forze aeree delle Nazioni Unite ben equipaggiate ed esperte. Il 13 ottobre, quattro addestratori Jak-17UTI (tra molti altri ad elica) furono trasferiti alla 4.ta Brigata mista dell’Aeronautica dell’Esercito Popolare di Liberazione di stanza nell’aerodromo di Jiangwan, Shanghai. Il 351.mo IAP sovietico (Reggimento aereo) addestrò i piloti cinesi sugli aerei a reazione. La consegna dello Jak-17UTI fu degna di nota, quale primo aereo da addestramento a getto utilizzato e revisionato dalla Repubblica Popolare Cinese. A causa della carenza di piloti da caccia che la Cina affrontava al momento, il programma di addestramento fu drasticamente interrotto, dando ai piloti solo cinquanta ore in media. Un pilota avrebbe dovuto volare tra quindici e venti ore nel caccia Jak-17UTI prima di poter pilotare un MiG-15, l’aviogetto sovietico più avanzato ricevuto dai cinesi. Successivamente, a ciascun pilota furono assegnate trenta ore di volo sul MiG-15 prima di essere inviato a un’unità opertiva. Nonostante lo status tecnologicamente obsoleto dello Jak-17UTI, la mancanza di un velivolo da addestramento biposto basato sul MiG-15 lo rese l’unico candidato effettivo all’addestramento a reazione. Un pilota notevole che partecipò all’addestramento dei piloti cinesi fu il Tenente Jurij Dushin, pilota del 351.mo IAP accreditato dell’abbattimento di un B-25 nazionalista cinese (alcune fonti sostengono B-26) su Xuzhou, proteggendo lo spazio aereo cinese. In seguito abbatté due B-26 nella guerra di Corea. In servizio coi cinesi, lo Jak-17UTI fu inizialmente denominato “Aereo Numero Tre”. Più tardi, il 15 novembre, altri undici addestratori Jak-17UTI furono trasferiti alle divisioni dell’Aeronautica dell’Esercito popolare di liberazione nella Cina settentrionale. Altre due unità sovietiche, note per aver addestrato i piloti cinesi coll’addestratore Jak-17UTI furono la 324.ma IAD (Divisione Aerea da Caccia) e il 24.mo GvIAP (Reggimento Aereo da Caccia della Guardia), esperti in combattimento.
Dopo la consegna del 15 novembre, altri ventotto addestratori Jak-17UTI furono consegnati ai cinesi entro il 1951. In totale quarantatrè addestratori Jak-17UTI furono consegnati servendo solo da velivoli da addestramento intermedio per preparare i piloti cinesi al MiG-15. Le consegne dello Jak-17UTI furono interrotte dalla disponibilità di addestratori a getto biposto MiG-15UTI di fabbricazione sovietica che permisero una migliore familiarizzazione e un addestramento molto più ottimale. Nonostante fosse un addestratore obsoleto, lo Jak-17UTI era ancora in linea e continuava ad essere utilizzato per l’addestramento. Nel novembre 1956, tutti gli addestratori Jak-17UTI che ancora volavano (ventinove in totale) furono ufficialmente ritirati. La maggior parte dei quarantatre addestratori Jak-17UTI consegnati fu demolito o smontata, ed esistono poche foto di Jak-17UTI cinesi. Oggi, è noto che solo uno Jak-17UTI originale è conservato, con livrea verde e parte inferiore azzurra, standard degli aerei sovietici della Seconda Guerra Mondiale e dei primi aviogetti. Presenta la marcatura tattica “12”, dipinta in rosso e bordata di bianco nella prua su entrambi i lati del motore e presenta i simboli dell’Aeronautica dell’Esercito popolare cinese dipinti su entrambi i lati della fusoliera posteriore e le superfici inferiori dell’ala. Questo aereo può essere visto nel Museo dell’aviazione cinese (noto anche come Museo dell’aviazione di Datangshan) nel distretto di Changping di Pechino.

Jakovlev Jak-17UTI
Caratteristiche
Lunghezza: 8,7 m
Apertura alare: 9,2 m
Superficie alare: 14,85 mq
Motore: un turbogetto a flusso assiale a bobina singola Klimov RD-10
Potenza del motore: 900 kg/s
Peso vuoto: 2148 kg
Peso al decollo: 2906 kg
Peso carburante: 518 kg
Velocità Massima: 702 km/h a livello del mare; 719 km/h a 5000 m
Rateo di salita: 18,4 m al secondo a livello del mare
Raggio d’azione: 330 km
Autonomia: 40 minuti
Corsa di decollo: 640 m
Corsa d’atterraggio: 700 mFonte: OKB Yakovlev: A History of the Design Bureau and Its Aircraft

Traduzione di Alessandro Lattanzio